Portrait de Jarro
Photo: Mario Nunes Vais · Wikimedia Commons

Auteur

Jarro

Écrivain et journaliste italien

Naissance
28 octobre 1849, Volterra
Décès
14 février 1915, Florence
Nationalité
Royaume d'Italie
Profession
Écrivain ou écrivaine, journaliste, critique de musique, avocat ou avocate et philologue

Vie et œuvre

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Giulio Piccini, in arte Jarro (Volterra, 28 ottobre 1849 – Firenze, 14 febbraio 1915), è stato uno scrittore e giornalista italiano.

Biografia

Fu autore prolifico, erudito e popolare in un sol tempo, e certo tra i suoi contemporanei lasciò un segno non indifferente. Romanziere popolare e non, studioso di letteratura e storico, giornalista, critico teatrale attento, umorista “giallista”, esperto dell'arte culinaria, intimo di Gabriele D'Annunzio durante la permanenza del Vate a Firenze. I suoi libri si ritrovano, con una certa facilità, nelle collezioni private e nelle biblioteche poiché godeva di stima tanto fra i “colti” quanto tra i lettori più semplici. E basterebbe la pubblicazione, a sua cura, degli scritti di Dante Alighieri, di Andrea Cavalcanti, di Pietro Giordani, di Guido Vernani e di Jacopo Alighieri, di cui la sua bibliografia è ricca, per intuire che Jarro era anche un autentico erudito.

Conobbe un discreto successo a partire dagli anni ottanta del XIX secolo “quando la fiorentina La Nazione accoglieva nelle sue colonne, settimana per settimana, i motti i frizzi le note le piacevolezze gli articoli in cui, tra il faceto e il serio, il brio e la cultura di Jarro facevano, da ottimi alleati, le prove più saporite, spasso e interesse del pubblico fine Ottocento, certo meno scaltro ed esigente di quello d'oggi, in fatto di salse piccanti e di pimentati intingoli, ma provvisto di non minor gusto e di non meno sagace intelligenza”.

Pubblicò volumi leggeri e intriganti sul teatro, a carattere critico, umoristico e aneddotico, parlando di cantanti, attori e attrici, acrobati, concertisti, musicisti, mimi e ballerine, tra questi Lina Cavalieri, Cléo de Mérode, Liane de Pougy, Ermete Novelli, Sada Yacco, Nicola Maldacea e molti altri celebri personaggi dell'epoca. In tale contesto di Gabriele D'Annunzio scrisse che aveva aggiunto gloria all'Italia e che la sua fama internazionale aveva invogliato tutto il mondo a conoscere molti altri scrittori italiani. «E così fu recato nuovo onore all'ingegno italiano. Non è a negarsi ch'egli sia stato la prima causa di questo eccesso. Gabriele D'Annunzio ha aggiunto gloria al nostro paese. Il delitto non è piccolo, ma vorremmo, almeno, fosse giudicato benignamente. Vorremmo si estendesse al D'Annunzio quella indulgenza che oggi è chiesta così spesso per i più grandi delinquenti».

Texte: “Giulio Piccini”, de Wikipédia, l'encyclopédie libre, sous licence CC BY-SA 4.0. Dates et faits : Wikidata.

Collection

Livres de Jarro

2 livres