António Feliciano de Castilho (Lisbona, 28 gennaio 1800 – Lisbona, 18 giugno 1875) è stato un poeta portoghese.
Biografia
Benché una menomazione alla vista lo rendesse del tutto cieco dall'età di sei anni, proseguì gli studi grazie all'assistenza del fratello Augusto, aiutato da una formidabile memoria e da una non comune volontà, frequentò con successo l'Università di Coimbra nelle discipline umanistiche e letterarie.
Il suo primo lavoro importante è Cartas de Echo e Narciso ("Lettere di Eco a Narciso") (1821), nel quale dimostrò di aver assimilato la lezione dei classici, mentre nelle opere successive, Amor e melancolia (1828), A noite do Castello ("Note di Castello") (1836) e Os Ciúmes do bardo ("Le gelosie del bardo") (1838), evidenziò moderata apertura ai temi Romantici: vedi la descrizione dell'amore passionale folle capace di portare al suicidio-omicidio. Pur rimanendo, fondamentalmente, un arcade, ligio alle regole della struttura classica, acuto conoscitore della metrica, difensore della purezza linguistica, accolse alcune novità culturali del suo tempo, come l'attenzione alla ricerca nel campo del folclore, approfondito in Escavações Poéticas ("Liriche tradizionali") (1844), come il neo-umanitarismo liberale, occupandosi di pedagogia da un punto di vista a tratti utopista.
Dopo aver soggiornato lungamente a Coimbra, al suo ritorno a Madera fondò la rivista Revista Universal Lisbonense, tramite la quale difese la purezza della lingua dalle improvvisazioni e dagli eccessi, oltre che un prezioso collaboratore per la scrittura del Livraria Classica Portugueza (1845-47, 25 volumi).