Ritratto di Charles Maurice de Talleyrand-Périgord
Foto: François Gérard · Wikimedia Commons

Autore

Charles Maurice de Talleyrand-Périgord

Primo principe di Benevento, principe duca di Talleyrand, politico, diplomatico e vescovo cattolico francese (1754-1838)

Nascita
2 febbraio 1754, Parigi
Morte
17 maggio 1839, Parigi
Nazionalità
Francia
Professione
Politico, diplomatico, sacerdote cattolico, scrittore e vescovo cattolico

Vita e opere

Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, principe di Benevento, principe e duca di Talleyrand e pari di Francia (/ʃaʁl mɔʁis də tal(ɛ)ʁɑ̃ peʁiɡɔʁ/; in italiano: Carlo Maurizio di Talleyrand-Périgord; Parigi, 2 febbraio 1754 – Parigi, 17 maggio 1838), è stato un politico, diplomatico, nobile e vescovo cattolico francese, appartenente al casato dei Talleyrand-Périgord.

Fu uno dei più influenti uomini politici e diplomatici francesi tra la fine dell'Ancien Régime e la Monarchia di luglio. Deputato del clero agli Stati generali del 1789, vescovo di Autun, più volte ministro degli affari esteri, presidente del governo provvisorio del 1814 e del Consiglio dei ministri nel 1815, rappresentò la Francia al Congresso di Vienna e fu infine ambasciatore a Londra sotto Luigi Filippo.

Appartenente a un'antica famiglia aristocratica, fu destinato alla carriera ecclesiastica e ordinato sacerdote nel 1779. Divenuto vescovo di Autun alla vigilia della Rivoluzione francese, aderì ad alcune delle principali riforme della Costituente, proponendo fra l'altro la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici e prestando giuramento alla Costituzione civile del clero. Nel 1791 consacrò alcuni dei primi vescovi costituzionali e fu colpito dalle sanzioni canoniche di papa Pio VI. Dimessosi dalla diocesi, abbandonò progressivamente l'esercizio del ministero ecclesiastico. Nel 1802 papa Pio VII gli concesse la secolarizzazione; negli ultimi mesi di vita Talleyrand sottoscrisse una dichiarazione di riconciliazione con la Chiesa cattolica e, prima di morire, ricevette i sacramenti.

Dopo l'esilio in Gran Bretagna e negli Stati Uniti tornò in Francia nel 1796. Fu nominato ministro delle Relazioni esterne durante il Direttorio e, dopo una breve interruzione, riprese l'incarico in seguito al Colpo di Stato del 18 brumaio, divenendo uno dei principali collaboratori diplomatici di Napoleone Bonaparte. Fu tra i protagonisti delle trattative che accompagnarono la costruzione dell'ordine europeo napoleonico e nel 1806 ricevette il principato di Benevento. Nel 1807 lasciò il ministero per il crescente dissenso con la politica espansionistica dell'imperatore, pur conservando inizialmente importanti dignità di corte, tra cui quella di vice-grande elettore.

Con il progressivo declino dell'Impero contribuì alla restaurazione dei Borbone. Nel 1814 presiedette il governo provvisorio e, nominato ministro degli Affari esteri da Luigi XVIII, rappresentò la Francia al Congresso di Vienna, dove riuscì a reinserire la potenza sconfitta nel sistema diplomatico europeo e a sfruttare le divisioni fra gli Alleati. Nel 1815 fu per alcune settimane presidente del Consiglio dei ministri e contemporaneamente ministro degli Affari esteri.

Rimasto Pari di Francia durante la Restaurazione, tornò a un ruolo diplomatico di primo piano dopo la Rivoluzione di luglio del 1830, quando Luigi Filippo lo nominò ambasciatore a Londra. In tale veste contribuì alla formazione dell'intesa franco-britannica e alla sistemazione internazionale del nuovo Belgio, ritirandosi definitivamente dalla vita pubblica nel 1834.

La capacità di servire regimi molto differenti – la monarchia di Luigi XVI, la Rivoluzione, il Direttorio, il Consolato e l'Impero napoleonico, la Restaurazione borbonica e infine la Monarchia di luglio – contribuì a fare di Talleyrand uno degli esempi più celebri di adattabilità e realismo politico. Tale continuità gli procurò sia l'ammirazione per l'abilità diplomatica sia accuse di opportunismo e tradimento.

Il poeta Giuseppe Giusti, dopo la sua morte, gli dedicò in chiave satirica Il brindisi di Girella, nel quale prese di mira proprio la capacità del diplomatico di adattarsi ai successivi mutamenti politici.

Nel corso della sua vita gli furono attribuiti numerosi soprannomi, tra i quali il più celebre fu «il diavolo zoppo», allusione sia alla sua menomazione fisica sia alla reputazione di uomo politico estremamente abile e difficile da decifrare. La sua figura, insieme a quella di Klemens von Metternich, rimane strettamente associata alla diplomazia europea dell'età napoleonica e della Restaurazione.

Testo: “Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

Collezione

Libri di Charles Maurice de Talleyrand-Périgord

1 libro