Epittèto (in greco antico Ἐπίκτητος?, Epíktētos lett. "colui che è stato acquistato"; in latino Epictētus; Ierapoli, 50 – Nicopoli d'Epiro, 130) è stato un filosofo greco, esponente dello stoicismo di epoca romana.
Il problema delle fonti
Le notizie certe che si hanno sulla vita di Epitteto sono molto poche. Il nome Epitteto (in greco antico Ἐπίκτητος?), che può interpretarsi anche come "schiavo" (letteralmente il significato è "acquistato" o "acquisito"), era probabilmente un soprannome, anche se aveva comunque una certa diffusione nel mondo greco come nome proprio. Di lui esistono pochissimi ritratti scultorei, e tutti di attribuzione incerta, spesso confusi con quelli di Epicuro (l'abbreviazione Epi. ha contribuito a ciò). La biografia del filosofo scritta da Flavio Arriano è andata perduta.
Gioventù come schiavo
Quasi tutti gli studiosi sono comunque concordi nel fissarne la nascita intorno al 50-55 d.C. e la morte intorno al 120-130 d.C. Egli visse dunque sotto l'impero di Nerone, dei Flavi, di Traiano e di Adriano. Furono suoi contemporanei anche Stazio, Tacito, Giovenale, Svetonio, Plinio il Giovane e Plutarco. È certo che fosse nato nella città di Ierapoli in Frigia (oggi Pamukkale, in Turchia).
È anche documentato che Epitteto fosse di madre schiava (un'iscrizione lo vuole figlio di genitori entrambi schiavi) e che, nato schiavo lui stesso, tale sia rimasto per molti anni. Fu poi comperato da Epafrodito, ex schiavo liberato dall'imperatore Claudio e divenuto il potente e ricchissimo segretario di Nerone. Pare che Epitteto fosse di salute cagionevole e tutti concordano nel descriverlo come zoppo. Sulle cause di questo suo difetto fisico le opinioni sono però contrastanti.