Ferdinando Petruccelli della Gattina (Moliterno, 28 agosto 1815 – Parigi, 29 marzo 1890) è stato un giornalista, scrittore, patriota e politico italiano.
Prolifico scrittore di idee liberali e anticlericali, spesso anticonformista, fu un esule del governo borbonico a seguito dei moti insurrezionali del 1848. Visse principalmente tra Francia e Inghilterra; la sua attività pubblicistica fu apprezzata e divulgata in diversi paesi europei. Considerato un precursore del giornalismo moderno, egli inaugurò anche il filone letterario del romanzo parlamentare, che denuncia il malcostume della politica italiana, con I moribondi del Palazzo Carignano.
Formazione
Figlio di Luigi, medico iscritto alla Carboneria, e Maria Antonia Piccininni, nobildonna di Marsicovetere, il suo nome all'anagrafe era Ferdinando Petruccelli e aggiunse al suo cognome "della Gattina" (denominazione di un podere di sua proprietà, chiamato appunto "la Gattina") per sviare le ricerche della polizia borbonica che lo perseguitava per motivi politici. Sin da piccolo, sviluppò un profondo anticlericalismo. La sua avversione religiosa iniziò a quattro anni, quando venne affidato alla nonna materna, decisamente bigotta.
In adolescenza, lo zio Francesco, medico di Gioacchino Murat e uno dei fondatori delle prime logge massoniche in Basilicata, lo condusse nella pensione dell'arciprete Cicchelli di Castelsaraceno. L'esperienza con Cicchelli, uomo estremamente severo, lo sconvolse ancor di più. In seguito, frequentò il seminario dei gesuiti a Pozzuoli, sotto monsignor Rossini, noto per i suoi metodi educativi molto ferrei. Per la festa di San Luigi, ogni alunno doveva lasciare sull'altare una lettera al protettore degli studenti. Ferdinando lasciò la sua in cui chiedeva di essere liberato dal vescovo. Rossini, dopo aver letto la sua lettera, lo rinchiuse in una camera di isolamento; in seguito, Ferdinando fu cacciato dall'istituto.