Tito Flavio Giuseppe, (in latino Titus Flavius Iosephus) nato Yosef ben Matityahu (AFI: jo'sɛf bɛn matit'jahu, in ebraico יוסף בן מתתיהו?; Gerusalemme, 34-35 circa – Roma, 100 circa), è stato uno scrittore, storico e militare ebreo antico con cittadinanza romana.
Conosciuto anche come Flavio Giuseppe, Giuseppe Flavio o semplicemente Giuseppe, scrisse le sue opere in greco.
Caso raro nel panorama della letteratura classica, il corpus delle opere di Giuseppe, comprendente, tra altre, le Antichità giudaiche (Ἰουδαϊκὴ ἀρχαιολογία) e la Guerra giudaica (Ἱστορία Ιουδαϊκοῦ πολέμου πρὸς Ῥωμαίους), si è salvato quasi interamente. La motivazione va ricercata nella grande attenzione che Giuseppe ricevette da parte degli storici cristiani tardo-antichi, dovuta al fatto che Giuseppe trattò nelle sue opere fatti di fondamentale importanza per il cristianesimo delle origini, tra cui la prima guerra giudaica e la distruzione del secondo tempio di Gerusalemme per opera del generale e futuro imperatore Tito.
Giuseppe inoltre è il primo scrittore non cristiano a citare Gesù nel celeberrimo Testimonium Flavianum che, per quanto filologicamente molto controverso, nel IV secolo d.C. si prestava certamente a grandi strumentalizzazioni all'interno delle dispute teologiche allora in corso. Si ritiene che coloro che trascrissero le sue opere fecero numerose e sostanziali modifiche del loro contenuto; l'esempio più interessante è sicuramente quello dello Pseudo-Egesippo, che riadattò la Guerra Giudaica di Giuseppe con notevoli interpolazioni anti-giudaiche e filo-cristiane.