Georges Eekhoud (Anversa, 27 maggio 1854 – Schaerbeek, 29 maggio 1927) è stato uno scrittore belga.
Era fiammingo di nascita ma di espressione francofona, come prima di lui già Maurice Maeterlinck, Émile Verhaeren o Georges Rodenbach. Ciò nonostante, non rinnegò mai la sua ascendenza fiamminga: in tarda età ebbe anzi ad esprimere rammarico per non aver potuto scrivere nella lingua dei suoi avi.
Vita
Allevato in una famiglia borghese, inizia i suoi studi a Mechelen (Malines) e li prosegue in Svizzera. Attento al movimento letterario parigino, lo si vede a Médan da Émile Zola. Allaccia anche dei legami d'amicizia con Paul Verlaine. Stabilitosi a Bruxelles nel 1880, Eekhoud diventa redattore del quotidiano L'Étoile belge ed incontra i fondatori della Jeune Belgique, rivista alla quale partecipa attivamente.
È nel 1883 che appare il suo primo romanzo Kees Doorik, Scène de Polder. Il suo eroe è già uno di quei reietti ai quali lo scrittore voterà tutta la sua simpatia. In Kermesses e soprattutto in La Nouvelle Carthage, Eekhoud afferma il suo credo sociale, un interesse estetico per i diseredati ed un odio per la borghesia. Resta fedele alla definizione che ne dà Gustave Flaubert: «Io chiamo borghesia tutto ciò che è de bas». Si ricorda anche delle parole di Charles De Coster che fu il suo docente alla École militare: «Vois le peuple, le peuple partout! La borghesia è la stessa ovunque». Tali opinioni lo portano a lasciare la Jeune Belgique per unirsi al gruppo del Coq rouge. Nello stesso periodo, si lamenta delle idee dell'avvocato Edmond Picard, massone, primo senatore socialista e anche un antisemita violento.