Autore
Georges Ohnet
Scrittore francese
- Nascita
- 3 aprile 1848, rue de Seine
- Morte
- 5 maggio 1918, avenue Trudaine
- Nazionalità
- Francia
- Professione
- Scrittore, romanziere, sceneggiatore, giornalista e drammaturgo
- Opere principali
- La grande marniera
Vita e opere
Georges Ohnet, noto anche con lo pseudonimo di Georges Hénot (Parigi, 3 aprile 1848 – Parigi, 5 maggio 1918), è stato un letterato e scrittore francese di testi popolari.
Biografia
Figlio della ricca borghesia parigina, suo padre era l'architetto Léon Ohnet, un imprenditore arricchitosi grazie ai lavori urbanistici del Barone Haussmann, mentre sua madre, Claire Blanche, era figlia del noto psichiatra Esprit Sylvestre Blanche. Seguì i corsi d'istruzione del Collège Sainte-Barbe e del Lycée Henri-IV. Dopo la guerra franco-prussiana (1871) lasciò la carriera forense per debuttare nel giornalismo, diventando redattore prima del Pays e poi del Constitutionnel, ma con scarso successo. In collaborazione con l'ingegnere e drammaturgo Louis Denayrouze produsse l'opera teatrale Regina Sarpi (1875), seguita da Marthe (1877), entrambe fallimentari.
Ormai noto al mondo letterario parigino, a partire dagli anni ottanta del XIX secolo scrisse una lunga sequela di romanzi pubblicati su giornali e riviste come Le Figaro, L'Illustration, Revue des Deux Mondes ecc., tutti riuniti nel ciclo Les batailles de la vie (Le battaglie della vita, titolo scelto a sottolineare la corrispondenza alla realtà delle appassionate vicende sentimentali che li contraddistinguono): vi sono compresi Sergio Panine (1881, drammatizzato lo stesso anno e consacrato dall'Académie française), Il padrone delle ferriere (1882, drammatizzato nel 1883), La contessa Sara (1883, drammatizzato nel 1887), Lisa Fleuron (1884), La grande marniera (1885, drammatizzato nel 1888), Le signore di Croix-Mort (1886), Volontà (1888), Ultimo amore (1889, drammatizzato nel 1894), Il dottor Rameau (1889), Il curato di Favières (1891), Debito d'odio (1891), Il re di Parigi (1898), In fondo al baratro (1899), L'affarista (1901). Sono titoli che ebbero vasta diffusione di pubblico all'epoca (superiore perfino alle opere di Émile Zola e di Alphonse Daudet) e anche una discreta quantità di riduzioni per il teatro di ottima riuscita: Il padrone delle ferriere, ad esempio, adattato per il teatro nel 1883, rimase in scena al Théâtre du Gymnase per un intero anno con oltre 271 repliche.
Testo: “Georges Ohnet”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

