Henri Barbusse (Asnières-sur-Seine, 17 maggio 1873 – Mosca, 30 agosto 1935) è stato uno scrittore, giornalista e attivista politico comunista francese.
Barbusse costituisce il nodo qualificante della cultura francese degli anni venti, più di Marcel Proust, di André Gide e di André Malraux.. Secondo Giovanna Secchi questo giudizio, espresso da Jean Fréville, può essere considerato tendenzioso ma "(...) in quegli anni cruciali per la formazione dei movimenti e partiti organizzati della sinistra, contro i dilaganti nazionalismi e fascismi, appare corretto vedere Barbusse come un preciso punto di riferimento, sia da parte della critica militante, che dello studioso del fatto letterario attento alle svolte che la storia sa imporre.
L'infanzia e l'adolescenza
Nato ad Asnière-sur-Seine, secondo figlio di padre francese e di madre inglese, Barbusse trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Montmartre dove il padre, giornalista,
si era trasferito dopo la morte della moglie. A Montmartre frequenta una scuola di confessione protestante, e dal 1884 al 1891 segue come interno e con buoni risultati i corsi del "Collège Rollin" avendo come insegnanti Stéphane Mallarmé e Henri Bergson. Dopo aver conseguito il baccalauréat in scienze e lettere, si iscrive alla Sorbona dove ottiene la license in lettere, e nel frattempo, tra il 1893 e il 1894, presta anche il servizio militare a Compiègne.
Il tirocinio letterario
Inizia molto presto il suo tirocinio letterario scrivendo versi in memoria della madre che esprimono un'inclinazione alla poesia di vena malinconica. Tra il settembre del 1892 e il febbraio 1893 partecipa ai concorsi mensili di poesia e prosa indetti dal supplemento letterario de L'Écho de Paris ottenendo quattro volte il premio per la poesia e una volta quello per la prosa. La giuria è composta da importanti letterati, tra cui Catulle Mendès, mecenate e critico letterario e suo futuro suocero, che gli offre di collaborare al supplemento de L'Écho de Paris. Grazie all'appoggio di Mendès entra in relazione con Marcel Schwob, direttore letterario del giornale, e quindi con i circoli intellettuali e mondani più in vista del momento dove conosce e frequenta José-Maria de Hérédia, Henri de Régnier, Pierre Louÿs, Paul Valéry, Marcel Proust, Fernand Gregh. Di questo periodo è la raccolta di poesie Pleureuses (1895) cui seguirà Les Suppliants (1903), oltre a numerose novelle.