Jacques Rivière (Bordeaux, 15 luglio 1886 – Parigi, 14 febbraio 1925) è stato un critico letterario, pubblicista e romanziere francese.
Biografia
Figlio di un medico di Bordeaux, in gioventù divenne amico di Alain-Fournier; i due giovani frequentarono il Liceo Lakanal a Sceaux (Hauts-de-Seine) e studiarono insieme per il concorso di ammissione all'École Normale Supérieure, che tuttavia non riuscirono a superare. Il 24 agosto 1908 Jacques Rivière sposò Isabelle Fournier, sorella minore dell'amico. Nel 1913 si avvicinò al Cattolicesimo. Nel saggio Le Roman d'aventure contesta il romanzo tradizionale, auspicando una rottura della linearità cronologica per una dimensione "dell'avventura". Le sue idee vengono recepite dagli autori del genere del "récit poétique", cui romanzo inaugurale è Il grande Meaulnes del cognato Alain-Fournier. La vita di Rivière fu priva di eventi drammatici se si esclude la prigionia in Germania durante la prima guerra mondiale: catturato il 24 agosto 1914 fu trasferito in un campo nei pressi di Königsbrück (Sassonia) e venne liberato solo nel 1918.
Redattore prima e poi direttore della Nouvelle Revue Française dal 1º giugno 1919 fino alla sua morte, ebbe un ruolo centrale nella critica letteraria francese del primo Novecento. Fu chiamato "le timonier", il timoniere, in quanto svolse la funzione di guida escludendo l'avanguardia più radicale in favore di un classicismo arricchito da tutte le scoperte contemporanee. Rivière fu uno dei primi a riconoscere il valore di Charles Baudelaire e di Marcel Proust. Si deve a lui l'affermazione in Francia di autori come François Mauriac, Louis Aragon, Jean Giraudoux, Paul Valéry, Antonin Artaud e Saint-John Perse.