Jean Giraudoux (Bellac, 29 ottobre 1882 – Parigi, 31 gennaio 1944) è stato uno scrittore e commediografo francese.
Biografia
Viene considerato il più significativo esponente dell'intellighenzia francese fra le due guerre del Novecento.
È stato scritto che Giraudoux rappresentò la manifestazione dello spirito, della società, della cultura borghese, intesi come apice di fusione, unione e trasfigurazione letteraria e morale del costume laico, illuminista e pacifista. Ma si tratta, invero, di uno sguardo riduttivo e, a ben vedere, che falsifica l'impegno, niente affatto borghese di questo Autore, alla conoscenza.
Autore di genio, fornito d'ampie intonazioni interiori più armoniche che letterarie, per la verità, innalzate da fantasia mai autocompiacente, manifeste anche nell'utilizzo di vocaboli raffinati.
Alcuni critici letterari hanno rintracciato in Giraudoux una specie di decadentismo dell'ingegno, affrancato e riscattato dallo spessore dei contenuti, rigorosamente seri e integri, autenticamente protesi nella difesa della dignità, della libertà, dei principi e dei diritti umani, necessari anche nello svolgersi della vita quotidiana di un individuo semplice.
Inoltre, Giraudoux con i suoi lavori partecipò alla riscrittura dei miti antichi trasposti in una ambientazione moderna e contemporanea, non disdegnando di affrontare tematiche impegnate come quelle politiche.
Figlio di Léger Giraudoux, impiegato al Ministero dei trasporti, e di Anne Lacoste, studiò al liceo Lakanal a Sceaux e alle università della Sorbona e di Monaco di Baviera e dopo la laurea viaggiò per lungo tempo sul territorio europeo.