Autore
Jean Racine
Drammaturgo e scrittore francese
- Nascita
- 22 dicembre 1639, La Ferté-Milon
- Morte
- 21 aprile 1699, Parigi
- Nazionalità
- Regno di Francia
- Professione
- Drammaturgo, poeta, traduttore, librettista e storico
- Movimento
- Classicismo
- Opere principali
- Andromaque · Phèdre · Atalia · La Thébaïde · Alexandre le Grand · Les Plaideurs · Britannicus · Bérénice
Vita e opere
Jean Racine ([ʒɑ̃ ʁaˈsin]; La Ferté-Milon, 22 dicembre 1639 – Parigi, 21 aprile 1699) è stato un drammaturgo e scrittore francese.
Racine fu il massimo esponente, assieme a Molière e Pierre Corneille, del teatro francese del Seicento.
Biografia
Nacque in una famiglia di fede giansenista, figlio primogenito di Jean Racine (1615-1643) e Jeanne Sconin (1612-1641), venendo battezzato a La Ferté-Milon il 22 dicembre 1639. Sua madre rimase nuovamente incinta poco dopo la nascita del futuro tragediografo, cosicché fu una nutrice ad occuparsi di Jean. Jeanne Sconin morì nel gennaio 1641, dando alla luce Marie. Due anni più tardi morì anche il padre di Racine; il piccolo Jean fu affidato ai nonni paterni Jean Racine e Marie Desmoulins, mentre la neonata Marie fu data in cura ai nonni materni.
Marie Desmoulins gli diede la possibilità di studiare presso eminenti grecisti, tra cui Antoine Le Maistre, Claude Lancelot e Pierre Nicole che lo iniziarono ai classici greci e influiranno notevolmente sulla sua opera. Per seguire gli studi filosofici si trasferì a Parigi, entrando (probabilmente nel 1646) alle « Petites Écoles » di Port-Royal, l'istituto dove aveva studiato anche Blaise Pascal. In questo periodo, durante un tumulto sollevato dalla Fronda, venne colpito da una pietra sopra l'occhio sinistro, rimediando una cicatrice che sarebbe rimasta visibile per tutta la sua vita. Tra il 1653 e il 1655 studiò al collegio di Beauvais.
Nel 1655 tornò a Port-Royal per completare la formazione retorica, seguito, a partire dall'anno successivo, dal medico giansenista Jean Hamon. In questo periodo Racine, ancora adolescente, compose i suoi primi testi, odi e inni di carattere religioso. Uscito dal collegio, venne accolto dallo zio Nicolas Vitart all'hôtel del duca di Luynes. Nell'ottobre 1661 si trasferì presso lo zio Antonin Sconin a Uzès, dove questi era vicario generale della diocesi e intendeva fargli usufruire di un beneficio ecclesiastico, ma Racine andò progressivamente rifiutando la severa formazione giansenista impartitagli, preoccupandosi di ottenere piuttosto un ruolo nella vita mondana del tempo. L'anno prima, infatti, aveva composto l'ode La Nymphe de la Seine à la Reine in occasione delle nozze di Luigi XIV, cui dedicherà anche l'Ode sur la convalescence du Roi e La Renommée aux Muses, quando, ventitreenne, tornò a Parigi, facendo il suo ingresso a corte grazie all'intercessione del duca di Saint-Aignan.
Testo: “Jean Racine”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

