Joseph Priestley (Birstall, 13 marzo 1733 – Northumberland, 6 febbraio 1804) è stato un chimico e filosofo inglese.
L'infanzia
Figlio di un fabbricante di tessuti, per le precarie condizioni economiche della famiglia, fu affidato in tenera età alle cure di una zia paterna. Già dall'età di 4 anni conosceva a memoria tutte le domande e le risposte del catechismo, dimostrando così di possedere un'intelligenza non comune.
Rimase orfano di madre a nove anni.
La giovinezza
Ancora ragazzo studiò il latino, il greco, l'ebraico, il tedesco, il francese, l'italiano ed antichi idiomi mediorientali, utili per l'acquisto di materie prime dall'oriente, funzionali all'attività paterna. Divenne presto professore di lingue. Compì gli studi nel seminario calvinista di Daventry e svolse il proprio ministero in vari centri dell'Inghilterra unendo agli studi teologici e filosofici un vivo interesse per le scienze sperimentali anche come autodidatta.
Per alcuni anni si guadagnò da vivere come libero predicatore in contrasto con la Chiesa ufficiale inglese poiché non credeva nella Trinità; per questa attività patì varie traversie. Nel 1755 è pastore nella piccola parrocchia di Needham Market e lì scrisse “La dottrina biblica del perdono”. Nel 1758 si trasferì a Nantwich e nel 1761 divenne insegnante alla Warrington Academy, nel Lancashire. Ordinato prete nel 1762, si sposò lo stesso anno con Mary Wilkinson. Nel 1765 la sua “A Chart of Biography” gli fece ottenere il dottorato in legge presso l'università di Edimburgo.
Il suo pensiero
Alunno di David Hartley, sul piano speculativo contribuì allo sviluppo dell'empirismo lockiano. Di origine lockiana, sebbene elaborata in senso materialistico e deterministico, è infatti la dottrina del nesso tra fenomeni psichici e fenomeni fisici, affermata da Priestley nelle Disquisitions Relating to Matter and Spirit (Disquisizioni sulla materia e sullo spirito; 1777).