Ritratto di Joseph Smith
Foto: Lucian Rose Foster · Wikimedia Commons

Autore

Joseph Smith

Predicatore e religioso statunitense fondatore del Mormonismo (1805–1844)

Nascita
23 dicembre 1805, Sharon
Morte
27 giugno 1844, Carthage
Nazionalità
Stati Uniti
Professione
Profeta, politico, teologo e fondatore di una religione
Opere principali
Libro di Mormon · Dottrina e Alleanze · Perla di gran prezzo

Vita e opere

Joseph Smith, Jr (Sharon, 23 dicembre 1805 – Carthage, 27 giugno 1844) è stato un pastore protestante statunitense noto per essere stato la guida del Movimento dei Santi degli ultimi giorni e il primo presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni.

All'età di 24 anni pubblicò il Libro di Mormon (oggi tradotto in oltre 100 lingue) diventando così "Profeta Veggente e Rivelatore", raccogliendo attorno a sé migliaia di membri che furono comunemente identificati come mormoni.

Durante la giovinezza, la sua famiglia paterna, di probabili origini irlandesi, dovette trasferirsi numerose volte per trovare adeguati mezzi di sostentamento (dal New Hampshire al Vermont, infine a Palmyra, nello Stato di New York). In quel periodo ricevette un'educazione semplice e sotto la profonda influenza degli esempi contenuti nella Bibbia. L'ambiente familiare era profondamente legato alla cultura religiosa di quegli anni e alcuni membri della famiglia (in particolare il padre Joseph Smith Senior, e il fratello maggiore Hurym) erano portatori di una salda cultura religiosa.

Joseph Smith dichiarò per tutta la vita di aver ricevuto, a partire dal 1820, una serie di visioni divine nelle quali avrebbe ricevuto istruzioni di non legarsi a nessuna delle chiese allora esistenti “perché tutte nell'errore”.

In seguito avrebbe ricevuto indicazioni su come ritrovare e tradurre un antico libro sepolto, costituito da una serie di lastre d'oro incise contenenti la storia di un popolo di origine ebraica che sarebbe vissuto nel continente americano in epoca precolombiana (dal 600 a.C. al 400) e il resoconto della visita che questo popolo avrebbe ricevuto dal Salvatore Gesù Cristo stesso, dopo la sua morte e resurrezione a Gerusalemme.

Nonostante la modesta formazione scolastica, Smith, durante tutta la vita, elaborò numerosi scritti, saggi, discorsi, traduzioni, rivelazioni e altri testi. In grande parte questi scritti vengono ancora oggi considerati come sacre scritture dai suoi membri. I suoi variegati insegnamenti non si limitarono alla religione e trattarono di urbanistica, linguistica, politica, educazione, esegesi e cosmologia.

Dopo vicende alterne e numerosi conflitti con oppositori, ma anche con membri della sua stessa chiesa, Smith morì a 38 anni, ucciso da un gruppo di facinorosi che assaltarono la prigione in cui era rinchiuso. I suoi membri lo considerano un Profeta alla stregua di Giovanni Battista, Mosè o Elia, e attribuiscono alla sua opera un'importanza ancora maggiore, seconda solo a quella del Salvatore Gesù Cristo.

L'eredità di Smith comprende una serie di confessioni religiose che si rifanno in maniera più o meno letterale ai suoi insegnamenti. Tra queste spicca la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che ne è la maggiore erede e conta oltre 15 milioni di fedeli sparsi nel mondo. I membri di questa chiesa chiamano sé stessi “Santi”, mentre il termine “Mormone”, inizialmente dispregiativo, viene comunemente usato altrove e nella maggioranza dei casi da persone che non appartengono a questo culto.

Testo: “Joseph Smith”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

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