Jules Michelet /ʒyl miʃˈlɛ/ (Parigi, 21 agosto 1798 – Hyères, 9 febbraio 1874) è stato uno storico francese.
Attento studioso delle fonti archivistiche, scrisse una Storia di Francia in 19 volumi (1833-1867), monumentale opera incentrata sull'idea della progressiva affermazione della libertà nel sistema istituzionale francese, e una Storia della rivoluzione francese in 7 volumi (1847-1853), tema a cui dedicò un decennio di ricerche, interrogando anche testimoni oculari.
L'infanzia
Nacque in una cappella sconsacrata di Parigi, appartenuta in passato a un'antica confraternita. Il padre Jean vi si era installato e vi gestiva una tipografia, dopo che era emigrato da Laon all'inizio della Rivoluzione. L'unica navata era stata adattata a officina per i macchinari, mentre il coro era usato come abitazione.
Nel 1808, Jean Michelet viene arrestato per debiti, ostacolato nel proprio lavoro dalle leggi sulla stampa. L'attività riprende qualche mese dopo in un seminterrato. Jules aiuta il padre. Le leggi dell'ultimo Impero si inaspriscono ancora e molte tipografie, tra cui quella dei Michelet, sono costrette a chiudere. La famiglia passa tempi di miseria.
Lo studio e l'insegnamento
Nel 1815 muore la madre. Il padre trova lavoro in un istituto di igiene mentale: Jules può affrontare serenamente gli studi liceali e li supera brillantemente al Lycée Charlemagne. Nel 1816 viene premiato al "Concours général" ed entra all'università: si laurea nel 1819, con due tesi, una in francese su Plutarco e una in latino su Locke.
Vive di lezioni private, finché nel 1822 viene nominato professore di storia al Collège Sainte-Barbe. Tre anni dopo si sposa con Pauline Rousseau, da cui nascono Adèle e Charles. Jules intanto prende a frequentare la casa di Victor Cousin, dove conosce Edgar Quinet.