Ritratto di Louis-Sébastien Mercier
Foto: François Bonneville · Wikimedia Commons

Autore

Louis-Sébastien Mercier

Scrittore e drammaturgo francese

Nascita
6 giugno 1740, quai du Louvre
Morte
25 aprile 1814, rue de Seine
Nazionalità
Francia
Professione
Scrittore, politico, giornalista, drammaturgo e scrittore di fantascienza
Movimento
Filosofia dell'illuminismo
Opere principali
L'anno 2440

Vita e opere

Louis-Sébastien Mercier (Parigi, 6 giugno 1740 – Parigi, 25 aprile 1814) è stato uno scrittore e drammaturgo francese.

Biografia

L.-S. Mercier, figlio di Jean Louis, morto nel 1769, e di Andrée Lepas, morta nel 1743, di famiglia agiata, seguì degli studi regolari presso il collège des Quatre-Nations, dandosi poi per breve tempo all'insegnamento della retorica a Bordeaux. Tornato a Parigi si dedicò ben presto al teatro. Fu grande ammiratore di Shakespeare, a cui si ispirò nel saggio Du théâtre, ou Nouvel essai sur l'art dramatique (Del teatro, o Nuovo saggio sull'arte drammatica), che scrisse nel 1773 con l'intento di liberare il teatro dalle regole della drammaturgia classica tradizionale.

Scrittore molto prolifico, ci ha lasciato un numero davvero impressionante di drammi, molto in voga alla fine del XVIII secolo, ma ora, al di fuori della Francia, quasi completamente dimenticati (le uniche traduzioni in italiano di alcuni di quei drammi risalgono all'ultimo decennio del 1700 e non sono mai più state praticamente riedite fino alla recente pubblicazione della pièce in tre atti Montesquieu a Marsiglia del 1784). Tra di essi La brouette du vinaigrier del 1775 (La carriola del commerciante d'aceto), dramma tra i primi in Francia di argomento borghese. In Montesquieu a Marsiglia protagonista della pièce è un dono, il più incondizionato possibile, un dono che cela l’identità del donatore per non poter essere contraccambiato. L’accadimento narrato ha basi storiche reali in un episodio della vita dell'autore de Lo spirito delle leggi: Montesquieu, durante un soggiorno a Marsiglia, viene a conoscenza della disgrazia che ha colpito una famiglia onesta - il rapimento di un mercante da parte dei pirati algerini - e decide di riscattare il destino dell'uomo, mantenendo tuttavia segreta la propria identità. Comincia allora la ricerca di colui che ha salvato le sorti della famiglia, laddove Montesquieu si sottrae a ogni forma di riconoscenza e riconoscimento. Lo spettatore, coinvolto emotivamente dalla vicenda, ha anche l’occasione di imparare una lezione di filosofia politica, secondo la concezione civile ed educativa del teatro sostenuta da Mercier. Infatti la narrazione drammatica è costellata di conversazioni fra Montesquieu e Madame de Pérouville, una donna appassionata di lettere che si intrattiene con il filosofo mentre lavora nella bottega del marito. Mettendo al centro dell’attenzione drammatica le qualità umane di Montesquieu, Mercier introduce la sua teoria politica solo in un secondo momento, così che la biografia si tratteggia come presupposto della sua filosofia. Nella scrittura di Mercier il gesto generoso di Montesquieu è un paradigma etico che, in maniera del tutto inedita, intreccia vita, teatro e filosofia.

Testo: “Louis-Sébastien Mercier”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

Collezione

Libri di Louis-Sébastien Mercier

1 libro