Mária Berde (Kackó, 5 febbraio 1889 – Cluj-Napoca, 20 febbraio 1949) è stata una scrittrice e poetessa ungherese.
Biografia
Nata in una famiglia di intellettuali della Transilvania, Mária Berde frequentò le scuole superiori ad Aiud e, ancora studentessa, pubblicò una poesia sulla rivista Pesti Napló nel 1906. Successivamente studiò letteratura all'Università Babeș-Bolyai, laurandosi con una tesi sulla poetessa Gabriella Baumberg, moglie di János Batsányi, poi pubblicata nel 1912. Sempre del 1912 fu l'esordio letterario con la silloge Versek, dalle tinte simboliste.
Durante una permanenza a Monaco, dove si trasferì per studiare inglese e tedesco, contrasse una malattia polmonare che la perseguitò per tutta la vita, costringendola anche a un periodo di degenza in un sanatorio svizzero. Narrò l'esperienza nel romanzo Haláltánc (1924), lo stesso anno in cui Thomas Mann pubblicò La montagna incantata, un romanzo su un tema analogo.
Tra il 1917 e il 1920 insegnò al Bethlen Gábor Kollégium di Nagyenyed e, in questi anni, cominciò ad affermarsi come una figura di rilievo nel panorama culturale transilvano, come membro della Erdélyi Irodalmi Társaság e della Kemény Zsigmond Társaság, nonché come editrice delle riviste Erdélyi Szemle e Zord Idő e penna ricorrente di Tüzek e Napkelet. La sua produzione letteraria come romanziera si distinse da quella dei suoi contemporanei ungheresi, dato che preferì dedicarsi al romanzo sociale (come Szent szégyem nel 1925 e Földindulás nel 1931) invece che ai più popolari romanzi storici. Attenta alla valorizzazione della cultura transilvana, nel 1933 fu una delle fondatrici della Erdélyi Magyar Írói Rend.