Autore
Nicola Misasi
Scrittore italiano
- Nascita
- 4 maggio 1850, Cosenza
- Morte
- 23 novembre 1923, Roma
- Nazionalità
- Regno d'Italia
- Professione
- Scrittore
Vita e opere
Nicola Misasi (Cosenza, 26 maggio 1850 – Roma, 23 novembre 1923) è stato uno scrittore e giornalista italiano.
Biografia
Nacque a Cosenza da famiglia originaria di Paterno Calabro, piccolo centro alle porte di Cosenza, dove trascorse gli anni dell'infanzia e della giovinezza. Suo padre, Francesco Saverio Misasi, era ispettore carcerario, mentre sua madre, Giuseppina De Angelis, era casalinga. Sin da piccolo si mostrò curioso di apprendere ma particolarmente insofferente alla disciplina scolastica, tanto da essere espulso in seconda ginnasiale, dalle scuole pubbliche frequentate nella vicina Cosenza. Formatosi da autodidatta, si dedicò abbastanza precocemente all'attività letteraria, con pubblicazione di opere letterarie ispirate allo stile dei romanzieri francesi come Emile Zola e Honoré de Balzac e di scrittori locali come Vincenzo Padula. Nel 1874 sposò Concetta Galati, figlia di un noto avvocato di Monteleone (l'attuale Vibo Valentia). Nel 1880 si trasferì a Napoli, su invito del giornalista Michele Cafiero, all'epoca direttore del quotidiano Corriere del mattino. Proprio su quella testata pubblicò alcune novelle che lo portarono all'attenzione degli intellettuali partenopei. Ebbe così contatti con Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio e Salvatore di Giacomo. Nel 1881 pubblicò la raccolta Racconti Calabresi, composta da novelle di ispirazione verghiana che conservano tuttavia, per la ricerca eccessiva di effetti patetici e di colore locale, i toni romantici della letteratura della prima metà dell'Ottocento.Nel 1882 si recò a Roma, su invito dell'editore Angelo Sommaruga e collaborò alle riviste "Cronaca bizantina" e il Fanfulla della Domenica, entrando in contatto con Carducci, D'Annunzio, Fogazzaro, Capuana e Verga. L'anno successivo pubblicò la raccolta di novelle In Magna Sila, e il romanzo Marito e sacerdote.Nel 1884, pur privo di titoli di studio, fu nominato «per chiara fama» professore di letteratura italiana presso il liceo G. Filangieri di Monteleone, la città natale di sua moglie (che sarebbe scomparsa due anni dopo, nel 1886) e iniziò la carriera di insegnante di lettere in licei della Calabria, dapprima a Monteleone, e dal 1892 a Cosenza, al Liceo classico Bernardino Telesio. Iniziò una imponente attività pubblicistica, pubblicando romanzi e racconti a puntate, resoconti di viaggi e studi di carattere socioeconomico e storico sulla Calabria. Dal 1915, poco tempo dopo l'inizio della Prima Guerra Mondiale, abbandonò l'insegnamento e si ritirò in un piccolo paese, San Fili. Nel 1922 si trasferì a Roma dai figli e nella capitale morì pochi mesi dopo, il 23 novembre 1923.
Testo: “Nicola Misasi”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

