Paul Elmer More (Saint Louis, 12 dicembre 1864 – Princeton, 9 marzo 1937) è stato un critico letterario, filosofo e giornalista statunitense, uno dei massimi esponenti del Nuovo Umanesimo (New Humanism) nella critica letteraria e nella filosofia.
Biografia
Paul Elmer More frequentò l'Università Washington a Saint Louis, nel Maryland, e l'Università di Harvard, dove conobbe Irving Babbitt e dove, dal 1894 al 1895, fu assistente in sanscrito.
Nel 1895-1897 insegnò, come professore associato, sanscrito e letteratura classica al Bryn Mawr College, Bryn Mawr, Pennsylvania.
Ha collaborato come redattore letterario con il The Independent (1901-1903) e con il New York Evening Post (1903-1909) e come redattore di The Nation (1909-1914).
Inoltre, come il suo amico e collega leader dei Nuovi Umanisti, Babbitt, fu un sostenitore degli standard critici tradizionali e della moderazione classica in un periodo che vide diffondersi scrittori naturalisti come Theodore Dreiser e Sinclair Lewis, i cui romanzi erano incentrati sui problemi sociali.
Di conseguenza More ricevette qualche critica, in particolare da Henry Louis Mencken, che è stato il maggior antagonista di More, Babbitt, e del loro discepolo, Norman Foerster.
Molto importanti risultarono i lavori di More di critica letteraria, compresi nella raccolta Shelburne Essays, 14 volumi (1904-1935) e in On being human (1936). In questi saggi, More, pur avendo inconsapevolmente vicinanze di temperamento e di tendenze con il romanticismo inglese pacato in stile William Wordsworth, affermò la sua contrarietà al romanticismo e al naturalismo ed elaborò una visione della vita pessimistica, classica, austera, attribuendo alla letteratura la funzione di guida e di conforto, sempre nel pieno rispetto dei valori tradizionali.