Autore
Paul Scudo
Compositore, critico musicale, musicologo, biografo
- Nascita
- 8 giugno 1806, Venezia
- Morte
- 14 ottobre 1864, Blois
- Nazionalità
- Francia
- Professione
- Biografo, critico musicale, musicologo, compositore e musicografo
Vita e opere
Paul Scudo (Venezia, 8 giugno 1806 – Blois, 14 ottobre 1864) è stato un critico musicale e musicologo francese d'origine italiana.
Biografia
Paul Scudo nacque l'8 giugno 1806 a Venezia.
Trascorse la sua infanzia in Germania prima di entrare, intorno al 1824, nell'Istituto Reale di Musica Classica e Religiosa di Alexandre-Étienne Choron. Nel 1825 ricoprì un piccolo ruolo ne Il viaggio a Reims di Rossini, studiò armonia con Hippolyte Chélard e proseguì la sua formazione alla scuola di Choron, dove divenne professore di canto nel 1829 e nel 1830..
Dopo la rivoluzione di luglio, lavora come clarinettista in un reggimento militare, poi come insegnante di musica e lingue a Tours e a Vendôme. Ritornò a Parigi, dove intraprese la carriera di autorevole critico musicale, collaborando dal 1840 a numerose riviste, tra cui la Revue des deux mondes, la Revue indépendante, il Siècle, la Revue de Paris, la Revue et gazette musicale de Paris e L'Art musical.
I suoi rapporti con Berlioz
In questo contesto, Scudo è uno dei ""più fedeli nemici" della musica di Berlioz. È anche l'unico giornalista a criticare Les Grotesques de la musique al momento della loro pubblicazione nel 1859. È vero che, senza nominarlo, Berlioz lo definisce in quest'opera come "Giove della critica", un "illustre e coscienzioso Aristarco". Nel poscritto delle sue Memorie, l'autore della Sinfonia fantastica lo definisce un "Monomaniaco", che lo attacca sempre con accanimento.
Paul Scudo non è nemmeno un sostenitore di Richard Wagner. Charles Baudelaire, in un articolo dedicato al compositore tedesco, descrive Scudo "agitato e pretenzioso nell'espressione delle sue sentenze antiwagneriane", come riportato da Joseph-Marc Bailbé.
Testo: “Paul Scudo”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.

