Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry (Sète, 30 ottobre 1871 – Parigi, 20 luglio 1945) è stato uno scrittore, poeta e filosofo francese.
Biografia
Figlio di Barthélemy, un controllore delle dogane d'origine corsa, e di Fanny Grassi, genovese, figlia del console del Regno di Sardegna a Sète, Paul Valéry frequentò le scuole primarie a Sète (in quel periodo scritto Cette), presso i domenicani, proseguendo poi al liceo di Montpellier. Nel 1889 cominciò gli studi di giurisprudenza, pubblicando, nello stesso anno, i suoi primi versi nella Revue maritime de Marseille. Queste sue prime opere sono ascrivibili al movimento simbolista. Nel 1890 Valéry incontra Pierre Louÿs, che sarà fondamentale per la sua vocazione di poeta: è, infatti, quest'ultimo a presentargli André Gide e introdurlo nella stretta cerchia del poeta Stéphane Mallarmé.
La crisi di Genova
Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1892, a Genova cadde in ciò che avrebbe poi descritto come una grave crisi esistenziale. Al mattino era deciso a ripudiare gli idoli della letteratura, dell'amore e dell'imprecisione per consacrare l'essenza della sua vita a ciò che indicò come "la via dello spirito": ce lo testimoniano i suoi Cahiers, diari nei quali si costringe ad annotare ogni mattino tutte le sue riflessioni. Dopo di che, aggiunge come battuta di spirito, "avendo consacrato queste ore alla via dello spirito, mi sento in diritto di essere sciocco per il resto del giorno".
Aveva quindi escluso completamente la poesia dalla sua vita? No, anche se, a suo dire, "ogni poema che non abbia la precisione esatta della prosa non ha nessun valore", oppure, come aveva affermato Malherbe, la tiene alla stessa distanza del suo predecessore che aveva detto molto più seriamente che "un buon poeta non è più utile al suo paese di quanto non sia un buon giocatore di bocce". Ad ogni modo, Valéry indicò ripetutamente questa notte come la sua vera nascita, l'inizio della sua vita mentale.