Pedro Antonio de Alarcón y Ariza (Guadix, 10 marzo 1833 – Madrid, 19 luglio 1891) è stato un poeta, scrittore e giornalista spagnolo, esponente del movimento realista.
Biografia
Nacque, da una nobile famiglia decaduta, in provincia di Granada, presso il cui seminario studiò scienze sacre e lettere antiche; passato, ancora in questa città, a studi di giurisprudenza, non li volle terminare e, invece di farsi sacerdote, inimicandosi la religione aderì per un certo tempo alla bohemia locale, proseguendo gli studi, specie di lettere moderne, da perfetto autodidatta; nel 1853 si trasferì a Cadice per dedicarsi al giornalismo militante, aiutato dal più anziano amico Torquato Mateos, musicista e novelliere d'appendice, col quale fondò effimere riviste, El Eco de occidente e Cuerda granadina.
In armonia con i suoi precipui ideali riformisti e repubblicani, partecipò alla vita politica nazionale, assumendosi la guida dei periodici satirici El Látigo ("La frusta") e La Redención, di chiara impronta anticlericale e antimonarchica. Il suo cammino ideale subirà, bensì, ulteriore metamorfosi, nel corso della sua giovinezza che lo vede ritornare, già verso il 1859, al tempo della fortunatissima pubblicazione del suo Diario di guerra africano (cinquantamila copie vendute in pochi mesi, assicura Borges), su posizioni legittimiste e ultracattoliche.
Scrisse a diciott'anni il suo primo romanzo, El final de Norma, opera d'idealismi avventurosi; ispirato, allora, da letture di Hoffmann e Poe, elaborò alcuni dei suoi migliori racconti fantastici (tra i quali la metafora di Los Seis Velos): opere ingegnose venate di pessimismo e occultismo: espressione più sicura, con le poesie di Bécquer, dice Borges, del Romanticismo spagnolo.