Autore
Teofilo Folengo
Poeta italiano
- Nascita
- 8 novembre 1491, Mantova
- Morte
- 9 dicembre 1544, Campese
- Professione
- Poeta e scrittore
- Opere principali
- Baldus
Vita e opere
Gerolamo Folengo, più conosciuto come Teofilo Folengo o con gli pseudonimi Merlin Coccajo, Merlin Cocai o Limerno Pitocco (Mantova, 8 novembre 1491 – Campese, 9 dicembre 1544), è stato un poeta italiano, tra i principali esponenti della poesia maccheronica.
Biografia
Figlio di un notaio mantovano e ottavo di nove fratelli, Folengo nacque da una famiglia nobile decaduta di Cipada (ora Cipata), una frazione di Mantova.
Fin dalla sua infanzia mostrò un'intelligenza vivace e una notevole abilità nel verseggiare. All'età di sedici anni entrò nel monastero di Sant'Eufemia, vicino a Brescia, e diciotto mesi dopo entrò a far parte dell'ordine benedettino.
Per alcuni anni la sua vita da monaco sembrò svolgersi in modo regolare; in questo breve periodo compose una discreta quantità di versi latini imitando lo stile di Virgilio, ma ebbe scarso successo.
Secondo quanto da lui raccontato nel Chaos del Triperuno, ma definitivamente smentito dalle ricerche del Billanovich, nel 1524 Folengo abbandonò la vita monastica per Girolama Dieda, una giovane donna di buona famiglia con la quale vagabondò in varie città italiane, spesso in condizioni di grande povertà, avendo come unica fonte di guadagno la sua abilità nel comporre versi. Divenuto precettore dei figli di Camillo Orsini, si stabilì a Venezia per qualche tempo. Al termine di questo periodo "scapestrato", Folengo chiese e ottenne, nel 1530, di essere riammesso nell'ordine religioso.
La sua prima opera, nonché la più nota, fu l'Opus macaronicum o Maccheronee (pubblicata nel 1517 con lo pseudonimo di Merlin Cocai), una raccolta di diverse composizioni in latino maccheronico, che con il tempo andò arricchendosi di sempre più scritti; infatti, nonostante venisse spesso censurato per l'uso di linguaggio e idee volgari, il Macaronicon conquistò una vasta popolarità e in pochi anni venne ristampato in numerosissime edizioni. All'interno di questo vasto corpus, la fama di Folengo è però legata soprattutto al Baldus, poema eroico-parodistico che narra le avventure di Baldus, un eroe fittizio. L'opera è una parodia dei tradizionali poemi cavallereschi; la ruvida buffoneria di questo lavoro è spesso risollevata da stralci di genuina poesia, come da descrizioni vivide e acute di critica alla società e alle sue abitudini. Il suo stile maccheronico è di difficile comprensione per l'uso frequente di parole e frasi dal dialetto mantovano.
Testo: “Teofilo Folengo”, da Wikipedia, l'enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Date e fatti: Wikidata.
Collezione
Libri di Teofilo Folengo
1 libro

