Vladimir Galaktionovič Korolenko (in russo Владимир Галактионович Короленко?; Žytomyr, 27 luglio 1853 – Poltava, 25 dicembre 1921) è stato uno scrittore russo della seconda metà dell'Ottocento.
Biografia
Dopo aver studiato all'Istituto Tecnologico di Pietroburgo e dal 1874 all'Accademia di Agraria di Mosca, nel 1876 partecipò a una dimostrazione studentesca che gli causò l'espulsione dall'istituto e il domicilio coatto a Kronštadt. Durante gli anni di studio aderì al movimento dei narodniki (populisti), e il suo attivismo politico lo portò ad avere non pochi problemi con la legge. Di nuovo arrestato nel 1879, andò al confino a Perm' e in seguito, fu deportato in Siberia per tre anni. Tornato in Russia nel 1885 si stabilì a Nižnij Novgorod, dove pubblicò il Sogno di Makàr.
Parallelamente alla sua attività di scrittore portò avanti quella di pubblicista, con saggi critici sulla situazione politica e sociale del paese. Dopo un viaggio in Inghilterra ed in America, nel 1896 si trasferì a San Pietroburgo dove prese in carico la direzione della rivista populista Russkoe bogatstvo (La ricchezza russa), in collaborazione con Nikolaj Konstantinovič Michajlovskij. In seguito si trasferì a Poltava.
Nominato nel 1900 membro dell'Accademia delle Scienze, a seguito della mancata ratifica della nomina di Maksim Gor'kij, Korolenko e Anton Čechov si dimisero dall'istituzione. Korolenko era un populista, pieno di fede nella bontà umana, che mantenne sempre un grande equilibrio e una grande serenità. Nel 1893 partecipò alla fondazione del partito Narodnoe pravo (Diritto popolare), sciolto dalla polizia l'anno successivo.