Walther Rathenau (Berlino, 29 settembre 1867 – Berlin-Grunewald, 24 giugno 1922) è stato un politico e imprenditore tedesco, Ministro degli Esteri della Repubblica di Weimar dal 1º febbraio 1922 fino al 24 giugno dello stesso anno quando venne ucciso da alcuni membri dell'Organizzazione Consul.
Famiglia
Rathenau nacque a Berlino, figlio di Emil Rathenau, un importante uomo d'affari di origini ebraiche, fondatore della società Deutsche Edison-Gesellschaft, trasformata poi, nel 1887, in Allgemeine Elektrizitäts-Gesellschaft (AEG) e di Mathilde Nachmann, figlia di un banchiere di Francoforte. Studiò fisica, chimica e filosofia a Berlino e Strasburgo, per poi continuare negli studi di ingegneria meccanica e chimica al Politecnico di Monaco. Nel 1892 Rathenau lavorò come ingegnere alla Aluminium-Industrie AG in Svizzera.
Nel 1893, in qualità di amministratore delegato, è messo a capo dello sviluppo di una società elettromeccanica che il gruppo AEG aveva appena fondato, la Elektrochemischen Werke Bitterfeld. Nel 1899 entra nel consiglio di amministrazione della AEG, diventando un industriale di punta dell'ultimo periodo dell'Impero tedesco e dell'inizio della Repubblica di Weimar. Rathenau viene considerato l'ispiratore del personaggio di Arnheim, l'industriale tedesco de L'uomo senza qualità di Robert Musil.
Carriera politica
Rathenau fu uno dei principali propositori della politica di assimilazione degli ebrei tedeschi. Egli sostenne che gli ebrei dovevano opporsi sia al sionismo che al socialismo, e che dovevano invece integrarsi nella corrente principale della società tedesca. Questo, disse, avrebbe finalmente portato alla scomparsa dell'antisemitismo. La sua posizione non gli evitò di diventare una figura odiata, messa in caricatura come l'archetipo del capitalista ebreo, dai militanti dei movimenti antisemiti tedeschi.